I tempi del nido, tempi di cura

“ Saper mangiare, sapersi tenere puliti, sapersi prendere cura di se stessi.
Se non si sa fare questo cosa si sa fare? Che cosa si è? Che vita si vive?
Molto disagio psichico è legato al naufragio di queste fondanti capacità.
Che siano questi i momenti che integrano il bambino con se stesso e con l’altro
 a partire dall’educatrice per arrivare poi alla condivisione con gli altri?
…le nostre mani più che altrove diventano strumenti
e testimonianza delle nostre capacità di saperci fare con il bambino
che è tanto più sereno quanto meglio viene accudito
…a conferma che il nostro corpo è apparato, articolazione della psiche…
In questi momenti bisogna prendersi cura degli altri con cura.”
(Caggio, 2005)

Il pranzo, la nanna, il cambio sono i tre momenti delle cure fisiche da dedicare ai bambini del nido. Sono momenti di cura e non routine perché i gesti che ogni giorno si ripetono uguali non dovrebbero essere eseguiti meccanicamente, senza coinvolgimento emotivo e senza attenzione.
Ai tre momenti delle cure vanno aggiunti due altri momenti, l’accoglienza e il ricongiungimento.

Questi CINQUE TEMPI sono il vero motore del nido, le situazioni da progettare, verificare, studiare continuamente, da essi dipende il benessere del bambino cioè la qualità del servizio.

L’organizzazione della giornata segue un ritmo che si ripete quotidianamente scandito da quei momenti che oltre a soddisfare i bisogni primari dei bambini consentono loro di instaurare relazioni significative adulto-bambino. E’ dalla ripetitività che nasce il ricordo, lo sviluppo della memoria e la capacità di prevedere quello che starà per accadere e quindi la sicurezza.

 

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